
I prezzi dei portatili potrebbero aumentare ancora nel 2027
Il mercato globale dei PC ha subito un forte calo delle spedizioni e nel 2027 la situazione peggiorerà a causa di un ulteriore aumento dei prezzi. Secondo le previsioni degli analisti di IDC e TrendForce, l’aumento dei costi di processori, RAM e unità di archiviazione costringerà i produttori di notebook ad alzare i prezzi al dettaglio e a ridurre le specifiche dei dispositivi.
Nel terzo trimestre del 2026, le spedizioni globali di PC sono diminuite del 20,1% su base annua, passando da 78,5 milioni a 62,7 milioni di unità. Il calo è stato significativamente più marcato rispetto al secondo trimestre, quando le spedizioni erano scese del 3,8%. Secondo i dati di IDC, una delle ragioni è che produttori e rivenditori avevano acquistato in anticipo grandi lotti di computer in previsione di un aumento dei costi dei componenti. Di conseguenza, parte della domanda si è spostata nella prima metà dell’anno.
Le ragioni principali dell’aumento dei prezzi e la reazione dei produttori
Gli analisti indicano come causa principale del possibile aumento dei prezzi dei notebook l’incremento dei costi di tre componenti chiave: processori centrali, memoria ad accesso casuale (DRAM) e unità a stato solido (SSD). Secondo le stime di TrendForce, nel terzo trimestre del 2026 questi componenti rappresentavano circa il 68% del costo dei materiali di un notebook di fascia media con un prezzo al dettaglio consigliato di $900. Per confronto, nel primo trimestre del 2025 tale quota era di circa il 45%.

La situazione è aggravata dall’elevata domanda di componenti per server IA e data center. I produttori di semiconduttori stanno destinando una parte significativa della capacità produttiva alla realizzazione di soluzioni server più costose, il che limita le possibilità di aumentare le forniture di memoria consumer. Di conseguenza, l’offerta di DRAM rimane limitata e gli elevati prezzi delle memorie NAND Flash aumentano ulteriormente il costo di SSD.
Un’ulteriore pressione sui costi di produzione è esercitata dai circuiti stampati, dai condensatori ceramici multistrato (MLCC) e dai circuiti integrati di gestione dell’alimentazione (PMIC). La loro produzione dipende anch’essa dalla disponibilità di capacità produttiva, dal costo delle materie prime e dalla situazione nelle catene di approvvigionamento internazionali.
In queste condizioni, ai produttori di notebook rimangono alcune opzioni: aumentare i prezzi al dettaglio, ridurre i propri margini di profitto o rendere più economiche le configurazioni dei dispositivi. Quest’ultima opzione potrebbe portare a una riduzione della memoria RAM e della capacità di archiviazione nei modelli base.

TrendForce prevede che nel 2027 le spedizioni globali di notebook diminuiranno di alcuni punti percentuali. Se i prezzi dei processori e delle DRAM rimarranno elevati e i produttori trasferiranno i costi aggiuntivi sui consumatori, il calo potrebbe avvicinarsi al 10%. Dispositivi più costosi potrebbero allungare gli intervalli di sostituzione dei computer, indebolendo ulteriormente la domanda.
L’aumento dei costi di produzione spinge inoltre le aziende a rivedere la geografia della produzione. Alcuni marchi potrebbero rinunciare a spostare ulteriormente l’assemblaggio fuori dalla Cina e riportarvi parte delle capacità produttive per ridurre le spese. Secondo le stime di TrendForce, la quota di notebook prodotti nella RPC, pari a circa il 76% nel 2025, potrebbe raggiungere il 79% nel 2026 e superare l’80% nel 2027. Tale scenario è possibile a condizione che i dazi commerciali non creino ulteriori pressioni.
Impatto sui prezzi e prospettive di mercato
L’aumento dei costi dei componenti potrebbe interessare diverse fasce di prezzo dei notebook, tuttavia l’entità dei cambiamenti dipenderà dalla configurazione del dispositivo e dalla politica dei prezzi del produttore. Nel segmento economico, anche un lieve aumento dei costi può ridurre l’attrattiva dei modelli per gli acquirenti. I produttori di notebook più costosi, a loro volta, potrebbero tentare di compensare parzialmente i costi aggiuntivi attraverso i propri margini di profitto.

Allo stesso tempo, l’aumento dei prezzi al dettaglio non è garantito per ogni modello. Alcuni produttori potrebbero mantenere il costo invariato modificando le specifiche o utilizzando componenti acquistati in precedenza a prezzi inferiori.
Gli analisti di TrendForce prevedono che la carenza di DRAM persisterà anche nel 2027. Tuttavia, la situazione relativa alle NAND Flash potrebbe iniziare a migliorare nella seconda metà dell’anno grazie all’avvio di ulteriori capacità produttive.
Nel breve termine, gli acquirenti possono contare su singoli sconti e promozioni. Secondo le stime di IDC, i rivenditori sono interessati a ridurre le scorte di magazzino a fronte di una domanda debole. Gli analisti non prevedono tuttavia un ritorno del livello generale dei prezzi dei PC ai valori dell’anno scorso.











